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Sabato 20 Dicembre 2003 Una corsa per i soldi |
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Atene 2004
Calendario Storia |
Crescere nella aria fresca, rarefatta degli altopiani del Kenya ha aiutato Stephen Cherono a diventare un atleta di livello mondiale. Lui ha affinato le sue abilità saltando oltre rocce o ruscelli della sua terra natia, seguendo le orme del fratello maggiore, Abraham, e di una falange di campioni keniani. Nell’ultima settimana dei Campionati Mondiali di Atletica a Parigi, non solo ha battuto suo fratello in un emozionante 3000 siepi, ma ha anche conquistato una medaglia d’oro per la sua madrepatria: il Qatar. Qatar? Si, esattamente. L’altro mese il ventenne atleta ha scambiato il suo passaporto keniano con uno del Qatar e ha assunto un nuovo nome, Saif Saaeed Shaheen. Nello stesso tempo, l’improvviso cambio di identità, e l’annuncio di un accordo di 1,000 dollari al mese per il resto della sua vita, ha fatto storcere il naso alla comunità sportiva. Ma la vittoria di Shaheen per il Qatar - che ha fatto perdere il Kenya in una disciplina dove vinceva da Tokyo 1991 ai Mondiali, e dal 1968 alle Olimpiadi - ha scatenato l'allarme sulla compravendita di atleti. Potrebbero le squadre nazionali dei paesi più poveri essere regolarmente depredate da quelle ricche? Possono gli atleti cambiare bandiera così facilmente come le scarpe da gara? La IAAF - che organizza i Campionati Mondiali - si è aggiunta alle lamentele. "Una settimana sei keniano, quella successiva corri per il Qatar, cambi nome, e molto chiaramente lo fai sol per ragioni economiche - questo è ciò che chiamiamo moralmente assurdo," ha detto il segretario generale della IAAF, Istvan Gyulai, al TIME. Lui spiega, inoltre, che ci sono state circa 60 richieste per "cambiamento di fedeltà" solamente negli ultimi due anni. Anche alcuni transnazionali pensano che quando è troppo è troppo. La sprinter giamaicana Merlene Ottey, che è uscita dalla federazione giamaicana di atletica e ha corso la sua prima gara ai Campionati Mondiali di Parigi con la Slovenia, dice: "Se gli atleti fanno questo solo per soldi, io penso che bisogna modificare le regole". Stephen Cherono si dice felice di correre per il Qatar, comunque, al contrario di ciò, al momento non parla l’arabo, non è mussulmano, si sta allenando con il suo allenatore keniano, vive in Kenya e a Londra… Possono gli atleti cambiare bandiera così facilmente come cambiare le scarpe da gara? Raccontaci le tue opinioni… Oscar-Luigi Leita |
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© Oscar-Luigi Leita & Federico Odorizzi 2003-2004