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Venerdì 27 Agosto 2004 - Finali di oggi



Italia 100-91 Lituania (49-43)
Parziale da paura per la Lituania, che va subito a +11, ma rispondiamo ed andiamo sul 12-16. Secondo tempo: Lituania sul 23-34. E l'Italia, sotto e in difficoltà, cosa ti trova? un parziale di 21 a 0!! Capovolta la partita dalla difesa italiana. Basile (canestri) e Pozzecco (inventa, recupera, è dappertutto) ribaltano il match. Poi arriva una tripla dei lituani e si riparte. Ma che Italia! E chiudiamo davanti.
Il terzo tempo è una sofferenza, ci mettono sotto ma resistiamo. Che Italia, che Italia! Facciamo quello che vogliamo in campo, i Lituani devono forzare il tiro, ed ecco che anche le loro percentuali da paura scendono, scendono, scendono. La miglior difesa contro il miglior attacco. L'attacco sembrava prevalere all'inizio, ma dopo il terzo quarto la difesa è avanti: 73 a 63.
Inizio di quarto senza Pozzecco, ed arriva un 9-0 per la Lituania. Time out. Non bisogna perdere la testa. Ma non va più nulla! Diventa un 15-0. Lituania +5 a 6'30" dal termine. Ma l'Italia è tornata, li costringiamo ai falli, falli, falli. Già due uomini, due pezzi da novanta per loro a 5 falli. E Radulovic la rimette dentro. basile ci rimette a -1. Partita nuova. Torniamo addirittura a +2 a 4' dalla sirena.
Galanda mette la tripla, +7 a 2' dalla fine. E l'Italia si guadagna la simpatia del pubblico. Ta-da: entra la tripla del +10. Ma le triple entrano anche a loro. Tutti sopra quota 80. Ed a Basile rientra la tripla. Quinto fallo del Capitano, Galanda; siamo +6 a 57". Palla a Pozzecco o Basile, solo così possiamo perder tempo. Mezzanotte. La Cenerentola andrà in finale?
Rush finale per la finale. Abbiamo palla a +7 a 26". Tiri liberi. Entra il primo. Basile mette anche il secondo: +9. Italia in finale!!



Alexander Povetkin contro Roberto Cammarelle.
Il russo (campione europeo e mondiale) è la bestia nera di Roberto. E infatti comincia meglio, subito male per Cammarelle: 0-3, molti scambi, pochi punti, si chiude sul 3-6. Il russo è superiore, e Cammarelle deve provare di tutto, deve aprirsi, e chiude sul 9-15.
Braccia un po' basse per il nostro, che non riesce a trovare il bandolo della matassa: 14-22. Combatte, combatte anche se ormai è finita, prova a dare il meglio, ma non ottiene nulla, e perde 19-31.
E' comunque bronzo.



Italia 1-0 Iraq (1-0)
Gilardino si sblocca e segna di teta all'ottavo. Bronzo: l'Italia torna sul podio dopo 64 anni.



Italia 3-0 Russia (25-16, 25-17, 25-16)
Break italiano ad inizio partita: subito 8-4! Ottima difesa, muro spesso efficace, giochiamo bene senza lasciare spazio. Continua così anche il secondo set, ma la Russia cresce un po' nel finale.
Ottimo gioco anche nel terzo set, subito avanti senza troppe difficoltà. Russia polverizzata, quest'Italia può valere un oro... col Brasile (se batterà gli USA sarà il nostro avversario in finale) siamo già riusciti ad arrivare ad un passo dalla vittoria. Speriamo in bene!



4x100 - Uomini
I problemi al piede di Howe Besozzi lo hanno obbligato al riposo, e l'Italia si trova senza di lui.
Bene Torrieri, ottimo il cambio con Collio, poi si passa a DOnati, l'italia c'è, troppo schiacciato il cambio con Checcucci, e l'Italia è quinta ed eliminata, passavano solo i primi tre, ed i tempi per i ripescaggi non sono abbastanza. Possiamo consolarci sapendo che anche la Francia, più quotata di noi, è fuori.



Grande prova di Francesco Dell'Uomo, addirittura 5° dopo 5 tuffi, tutti tuffi superbi i suoi, tocca il celo con un dito. Ma sbaglia l'ultimo salto, e scende fino alla 14° posizione! Ma passa ed entra in semifinale.
Massimiliano Mazzucchi, invece, non è perfetto, ed è fuori di poco (20°). Impressiona il malese Bryan Nickson, 13 anni, 19° con 407,13 e primo degli esclusi per la semifinale (19°).



Medaglie assegnate oggi


K1 1000 - Uomini

1° Eirik Veraas Larsen (Norvegia) - 3'25"897
2° Ben Fouhy (Nuova Zelanda) - 3'27"413
3° Adam van Koeverden (Canada) - 3'28"218

4° Nathan Baggaley (Australia) - 3'28"310


C1 1000 - Uomini

1° David Cal (Spagna) - 3'46"201
2° Andreas Dittmer (Germania) - 3'46"721
3° Attila Vajda (Ungheria) - 3'49"025

4° Martin Doktor (Repubblica Ceca) - 3'50"405


K4 500 - Donne

1° Birgit Fischer / Maike Nollen / Katrin Wagner / Carolin Leonhardt (Germania) - 1'34"340
2° Katalin Kovacs / Szilvia Szabo / Erzsebet Viski / Kinga Bota (Ungheria) - 1'34"536
3° Inna Osypenko / Tetyana Semykina / Hanna Balabanova / Olena Cherevatova (Ucraina) - 1'36"192



K2 1000 - Uomini

Buona partenza per Rossi/Bonomi, subito fra i primi. La Svezia prende una punta di vantaggio, ma ai 250 i nostri li hanno già raggiunti. Cominciano ad accelerare gli italiani, che conducono per 0"15 sui belgi, e 0"59 sugli australiani. Attaccano gli avversari, e Rossi/Bonomi crolla, nulla da fare, sesti ai 750, la lotta è fra Australia e Svezia, rilanciano gli scandinavi e se ne vanno. Dopo l'argento di Sydney arriva anche l'oro. Ma Rossi/Bonomi tornano incredibilmente da sesti che erano e con un finale travolgente vanno a bruciare australiani, belgi e norvegesi per l'argento. Che finale!!
1° Markus Oscarsson / Henrik Nilsson (Svezia) - 3'18"484
2° Antonio Rossi / Beniamino Bonomi (Italia) - 3'19"528
3° Eirik Veraas Larsen / Nils Olav Fjeldheim (Norvegia) - 3'19"528



C2 1000 - Uomini

1° Christian Gille / Tomasz Wylenzek (Germania) - 3'41"802
2° Alexander Kostoglod / Alexander Kovalev (Russia) - 3'42"990
3° Gyorgy Kozmann / Gyorgy Kolonics (Ungheria) - 3'43"106

4° Silviu Simioncencu / Florin Popescu (Romania) - 3'43"858


K4 1000 - Uomini

1° Zoltan Kammerer / Botond Storcz / Akos Vereckei / Gabor Horvath (Ungheria) - 2'56"919
2° Andreas Ihle / Mark Zabel / Bjoern Bach / Stefan Ulm (Germania) - 2'58"659
3° Richard Riszdorfer / Michal Riszdorfer / Erik Vlcek / Juraj Baca (Slovacchia) - 2'59"314




50km marcia - Uomini

Squalificato poco prima dei 20km De Benedictis, l'unico italiano in gara. Korzeniowski è in fuga con 4 o 5 atleti, ed al 25° chilometro tasta la condizione degli avversari per poi andarsene al 30°. Con lui l'australiano Nathan Deakes, già terzo nella 20km, che ha però già due proposte di squalifica. E infatti viene fermato dal presidente di giuria poco dopo. Nizhegorodov ormai è l'unico che può tenere, ma pian pianino cede: 20" ai 35km, 34" ai 38km, 51" ai 40km. Ormai se n'è andato.
Imprendibile Korzeniowski, fluida la sua azione, abissali i distacchi (escluso Nizhegorodov 1'32" ai 45km). Dopo l'oro di Atlanta e la doppietta di Sydney (20 e 50km) arriva il terzo titolo consecutivo nella 50. Cosa gli manca? Nulla, semplicemente mitico. Cala il russo, ma il secondo posto è suo: il cinese Yu è a 2'30" da lui, troppo lontano. Anche il suo tempo è grandioso, molto vicino al record olimpico. Prende la bandiera polacca, e la porta con sé nel finale: è oro! Dietro, molto in difficoltà Nizhegorodov, traballa, si volta, avanza con quel poco che gli resta. Quasi si ferma, stringe i denti, è quasi all'entrata dello stadio. Arriva Yu Cao Hong. Non è troppo vicino a lui, ma il russo va piano. Lo stadio, lo vede, entra, si rianima un po', sembra farcela. E ce la dovrebbe fare. E ce la fa: si slancia con le energie residue. Ed è argento! Ma attenzione: il cinese viene raggiunto dal secondo russo, Voyevodin, che lo passa a 300 metri dall'arrivo.
La possibile seconda medaglia nell'ateltica per la Cina (solo un bronzo in 108 anni) sfuma. Scandalosa però l'assistenza data dai Greci al russo: ignorato per 5 minuti.
1° Robert Korzeniowski (Polonia) - 3h38'46"
2° Denis Nizhegorodov (Russia) - 3h42'50"
3° Aleksey Voyevodin (Russia) - 3h43'34"

4° Yu Caohong (Cina) - 3h43'45"
5° Jesus Angel Garcia (Spagna) - 3h44'42"
6° Roman Magdziarczyk (Polonia) - 3h48'11"


Salto con l'asta - Uomini

Giusebbe Gibilisco ha qualche problema col bicipite femorale, si era temuto anche che non potesse qualificarsi, ma ce l'ha fatta. Gli servono due tentativi per entrare in gara, poi trova la concentrazione e liquida i 5,55 di apertura. Giuseppe decide di passare i 5,65, forse per non sforzare troppo.
Il russo Gerasimov, tentando di saltare i 5,65 mentre varca l'asticella si accorge di essere troppo sulla destra, e tenta disperatamente di aggrapparsi, ma non trova i ritti, bensì solo l'asta, e cade fuori dal materasso. Per fortuna i soccorsi sono veloci, e l'atleta si rialza quasi subito. Sospiro di sollievo da parte di tutto lo stadio.
Grande Gibilisco: passa i 5,75 al primo tentativo, e si installa al secondo posto. Ancora in gara solo in sei. Gibilisco ha voglia di rischiare, ancora, e passa i 5,80.
Ora scivola al terzo posto. Prende la rincorsa, si alza, tocca l'asticella. Ma resta su!! Ancora, al primo tentativo, 5,85 passati! Gibilisco è un uomo da finali importanti. Quando serve, piazza la misura e passa in testa. Ancora in quattro in gara oltre a lui, solo lui ha varcato quota 5,85.
Timothy Mack e Tobby Stevenson ce la fanno ma restano dietro, avendo due errori contro l'uno solo di Gibilisco. Eliminato Derek Miles (USA), e al russo resta solo una prova: la farà a 5,90.
Mack è in giornata, e piazza un grande 5,90 al primo tentativo. Ed anche Stevenson, incredibile, passa la misura e passa al comando. Ed ora tocca a lui. Giusepe Gibilisco. Errore. Non ha più la forza per salire così in alto, sul tetto del mondo. Tocca ad Igor Pavlov. Un solo tentativo, che non va. Bronzo assicurato per il futuro (ed il presente) del nostro salto con l'asta.
E cosa fa? Passa. Toccherà agli americani saltare prima, e lui lì a guardare. A guardarli sbagliare. Grande azzardo.
E sbagliano. Gibilisco non li guarda neppure: fa stretching. Ma tocca anche a lui. Non va. Si torna a guardare, come fa Vitaly Petrov, allenatore qualche anno fa di un certo Sergei Bubka, che ora si dedica al nostro.. come definirlo? Beh, al Nostro!
E ancora sbagliano, ma ora Gibilisco ha solo una chance. O passa 5,95, fa il suo personale, il record italiano, stupisce tutti di nuovo acciaccato com'è... o si accontenta del bronzo. Ma Gibilisco sa che questa volta la magia non può riuscire: glielo si legge in faccia. Bronzo messo assieme coi cerotti. Bronzo ma insoddisfatto. Che uomo!
Per la cronaca: Mack i 5,95 li ha saltati...
1° Timothy Mack (USA) - 5,95m OR
2° Tobby Stevenson (USA) - 5,90m
3° Giuseppe Gibilisco (Italia) - 5,85m



Salto in lungo - Donne

Partono forte le russe, tutte e tre sopra i sette metri, al comando. Fatica Carolina Kluft, tenta il tutto per tutto con l'ultimo salto, ma va lunga in pedana ed ottiene un nullo. Deve accontentarsi del 10° posto con 6,63.
1° Tatyana Lebedeva (Russia) - 7,07m
2° Irina Simagina (Russia) - 7,05m (seconda misura 7,02m)
3° Tatyana Kotova (Russia) - 7,05m (seconda misura 6,84m)

4° Bronwyn Thompson (Australia) - 6,96m


Lancio del giavellotto - Donne

La Menendez arriva a solo 0,01 dal suo record mondiale.
1° Osleidys Menendez (Cuba) - 71.53 OR
2° Steffi Nerius (Germania) - 65.82 PB
3° Mirela Manjani (Grecia) - 64,29

4° Nikola Brejchova (Repubblica Ceca) - 64,23


110m ostacoli - Uomini

Parte fortissimo il cinese Liu, 21 anni, favorito dopo le tante eliminazioni, è velocissimo, stacca tutti ed è davvero imprendibile: primo oro nell'atletica per la Cina! E non solo!! Addirittura eguagliato il record mondliale del mitico Colin Jackson, undici anni dopo!!
1° Liu Xiang (Cina) - 12"91 OR
2° Terrence Trammell (USA) - 13"18
3° Anier Garcia (Cuba) - 13"20

4° Maurice Wignall (Giamaica) - 13"21
5° Stanislavs Olijars (Lettonia) - 13"21


10000 metri - Donne

Grande volata con le etiopi e la cinese Xing (classe 1984), che addirittura passa in testa e brucia le avversarie. Eì il secondo oro per la Cina in oltre cent'anni, e dista dal primo appena un paio d'ore.
1° Xing Huina (Cina) - 30'24"36 PB
2° Ejegayehu Dibaba (Etiopia) - 30'24"98 PB
3° Derartu Tulu (Etiopia) - 30'26"42

4° Werknesh Kidane (Etiopia) - 30'28"30


4x100m - Donne

1° Tayna Lawrence / Sherone Simpson / Aleen Bailey / Veronica Campbell (Giamaica) - 41"73 NR
2° Olga Fyodorova / Yuliya Tabakova / Irina Khabarova / Larisa Kruglova (Russia) - 42"27
3° Veronique Mang / Muriel Hurtis / Sylviane Felix / Christine Arron (Francia)

DNF Angela Williams / Marion Jones / Lauryn Williams / LaTasha Colander (USA)



Pentathlon Moderno - Donne

Cominciano malino, rispetto ai loro standard, le italiane: solo 21° la Corsini con 964 punti, 940 per la Favetti, 24°. Va meglio con la scherma: 21 vittorie e 10 sconfitte (972 punti) per Claudia Corsini, 15 vittorie per 804 punti per Federica Foghetti. Continua molto bene la Corsini: 11° per un guadagno di 1236 punti nel nuoto (16° con 1172 punti la Foghetti).
In classifica generale ora la Corsini è 4° a pari merito con la cinese Dong. Ottima anche la sua prova nell'equitazione, che le porta 1116 punti ed il 3° posto in solitaria, a 4 punti da Jelena Rublevska (Lettonia), 2° in classifica generale. Sfortunatissima invece la Foghetti, il cui cavallo, Faros, si è sempre opposto alla sua conduzione ed ha totalizzato ben 808 penalità. Al comando Zsuzsanna Voros, con oltre 100 punti di vantaggio sulle inseguitrici.
Sono almeno in quattro per l'argento. La lettone Rublevska cerca di andarsene e di forzare, le altre tre (Corsini, Czwojdzinska, Raisner) restano assieme. Sono 6 i secondi di vantaggio della lettone dopo il primo di 3 chilometri. Cambio di ritmo della Corsini ai 1800 metri, solo la tedesca la segue. La Rubreska guadagna abbastanza anche sulla Voros, che comunque ha ancora almeno 20" di vantaggio, abbastanza per chiudere al comando senza grandi rischi.
Ultimi 500 metri: l'inglese Harland (favorita ma penalizzata da una pessima gara di tiro) ritorna da dietro e supera di slancio la Corsini, proprio quando il suo terzo posto si stava concretizzando. Ultima la Foghetti.
1° Zsuzsanna Voros (Ungheria) - 5448 OR
2° Jelena Rublevska (Lettonia) - 5380
3° Georgina Harland (Gran Bretagna) - 5344

4° Claudia Corsini (Italia) - 5324



Mountain Bike - Donne

Subito al comando la favorita Gunn-Rita Dahle (Norvegia), seguita dalle due canadesi. La Pezzo cronometrata 11° a quasi 2'. Al 10° chilometro, il vantaggio della Dahle sulla prima delle canadesi (la Premont) è di circa 1', la Sydor (Canada) segue a 1'25". Al 10° chilometro però la Pezzo non passa: bloccata dal mal di schiena non riusciva a pedalare, ed ha deciso di ritirarsi.
il ritmo cala. All'inizio dell'ultimo giro il vantaggio della Dahle anche è sceso, ormai l'atleta norvegese sta controllando: la Premont è a circa 1'. Terza la rimontante Sabine Spitz (Germania) a 1'54".
1° Gunn-Rita Dahle (Norvegia) - 1h'56"51
2° Marie-Helene Premont (Canada) - 1h'57"50
3° Sabine Spitz (Germania) - 1h'59"20





Entro 57kg - Donne

1° Ji Won Jang (Corea del Sud) - 2-1
2° Nia Abdallah (USA) - 1-2
3° Iridia Salazar Blanco (Messico) - 2-1

4° Sonia Reyes (Spagna) - 1-2


Entro 68kg - Uomini

1° Hadi Saei Bonehkohal (Iran) - 4-3
2° Chih Hsiung Huang (Cina Taipei) - 3-4
3° Myeong Seob Song (Corea del Sud) - 12-7

4° Diogo Silva (Brasile) - 7-12



Squadra

1° Russia - 99,667
2° Giappone - 98,667
3° USA - 97,667

4° Spagna - 97,167
7° Italia - 94,500



Salto individuale

Comincia bene Vincenzo Chimirri: solo 8 penalità per lui. Ottima anche la prova del cugino (Bruno Chimirri), 6 penalità per lui, e qualificazione per la finale di stasera quasi assicurata. Purtroppo anche Garcia, quasi perfetto fino ad oggi, ottiene 8 penalità.
Finale. Scende in campo per primo ancora Vincenzo Chimirri. Il tracciato non è cambiato, due errori dopo pochi secondi per lui, che decide di ritirarsi: ormai tutto era compromesso. Juan Carlos Garcia frana contro il primo elemento della doppia gabbia, ma torna in gara e raccoglie 12 penalità. L'ultima chance: Bruno Chimirri. Non è pulita la sua prova, 17 penalità.
1° Cian O'Connor su Waterford Crystal (Irlanda) - 4
2° Rodrigo Pessoa su Baloubet Du Rouet (Brasile) - 8
3° Chris Kappler su Royal Kaliber (USA) - 8

4° Marco Kutscher su Montender (Germania) - 9



Hockey prato - Uomini

1° Australia 2-1 dts
2° Olanda 1-2 dts
3° Germania 4-3 dts

4° Spagna 3-4


© Federico Odorizzi 2004